Pinerolo fu capitale del Principato del Piemonte dal 1295 al 1418, un'autonomia storica che il centro
racconta ancora oggi: il Duomo di San Donato, la Basilica romanica di San Maurizio sulla collina dove
sorgeva l'antico borgo, i portici di Via Trento, e Via Principi d'Acaja che sale verso San Maurizio tra
i suoi ippocastani. Il Museo Nazionale dell'Arma di Cavalleria, ospitato nell'ex Scuola d'Applicazione
di Cavalleria, custodisce l'eredità di una tradizione equestre che ha reso Pinerolo un riferimento
nazionale, mentre Piazza Roma resta il cuore del mercato ortofrutticolo cittadino. Poco distante, la
Fortezza di Fenestrelle, la più grande fortezza alpina d'Europa, e il Castello di Miradolo completano
un patrimonio che va ben oltre il solo centro storico.
Un progetto costruito con criterio non tratta allo stesso modo un'azienda
meccanica, che deve dimostrare precisione tecnica maturata in decenni di lavorazioni conto terzi, un
panificio, che deve raccontare una tradizione dolciaria riconosciuta, e un negozio di Via Principi
d'Acaja, che vive di affidabilità quotidiana verso chi passa ogni giorno sotto i portici.
Vale anche per chi lavora nel settore ippico ed equestre, ambito in cui Pinerolo mantiene tuttora un
ruolo di riferimento grazie al Museo Nazionale dell'Arma di Cavalleria: maneggi, scuderie e attività
legate ai concorsi ippici hanno bisogno di un sito che parli con competenza a un pubblico specialistico,
non di un modello generico pensato per qualsiasi tipo di attività sportiva.
Conta anche la memoria che la città porta con sé: la "città dei 40 giorni" del 1944, quando i
partigiani ne mantennero il controllo prima del rientro delle truppe tedesche, la Festa patronale di
San Donato, e un calendario di concorsi ippici legati alla tradizione cavalleresca che ogni anno
richiamano appassionati anche da fuori regione. Borgo San Vito, primo nucleo abitato sotto l'antico
castello, Borgata San Maurizio sulla collina, e le frazioni di Riva e Baudenasca completano un'identità
che va oltre il solo centro.